Lo Statuto

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STATUTO DEL COMITATO “OPES”


Denominazione – sede – scopo

 

Art. 1 – È costituito con sede in Fontanafredda (PN) Via Callesella n.14  un Comitato che non intende avere per oggetto l’esercizio di attività commerciali ed intende essere retto e regolato dalle disposizioni previste in materia dal codice civile, che assume la denominazione “Comitato OPES” (Comitato per la Promozione di un’Economia Solidale).

Art. 2 – Il Comitato è apolitico, apartitico e indipendente e non ha finalità di lucro. Esso si propone di raccogliere fondi finalizzati a dare vita a una Cooperativa di consumo a livello nazionale che promuova un circuito per il sostegno e la promozione delle piccole aziende artigianali, commerciali, di servizi, che più soffrono la crisi e di tutte quelle famiglie che a causa della grave crisi economica si trovano in gravi difficoltà economiche. Si propone altresì la promozione di una moneta complementare che possa facilitare gli scambi all’interno del circuito.

 

Associati

Art. 3 – Il numero degli associati è illimitato. Possono fare parte del Comitato persone fisiche e piccole attività artigianali, commerciali, di servizio.

Art. 4 – Gli associati sono tenuti al pagamento di una quota associativa annuale il cui importo è fissato dal Consiglio Direttivo.

Art. 5 – Ciascun iscritto può rinunciare in qualsiasi momento alla propria posizione di associato, presentando comunicazione scritta. Il recesso dal Comitato per qualsiasi ragione, non da diritto alcuno sul patrimonio del Comitato.

Art. 6 – Per essere ammessi come associato è necessario presentare domanda al Consiglio Direttivo con l’osservanza delle regole indicate nella stessa.  Il Consiglio Direttivo può accettare o respingere, a suo insindacabile giudizio, la domanda entro 30 giorni.

Art. 7 – L’associato si considera dimissionario se entro un mese dal termine fissato non versa la quota associativa.

Art. 8 – Nessuna carica è retribuita. Potranno essere rimborsate esclusivamente le spese sostenute dai membri del Consiglio Direttivo e/o dagli associati, in ragione del loro incarico.

 

Assemblea degli associati

Art. 9 – L’Assemblea è il massimo organo deliberante dell’Associazione

L’Assemblea elegge il Presidente dell’Associazione. Possono partecipare all’Assemblea, con diritto di voto e di elettorato attivo e passivo, tutti gli associati, a far data dalla deliberazione di ammissione, purchè in regola con il pagamento della quota associativa annuale.

Ogni associato ha diritto ad un voto. Gli associati possono farsi rappresentare, mediante delega scritta, da altri associati. Ogni associato può ricevere al massimo due deleghe conferitegli da altri associati.

In particolare l’Assemblea ha il compito di:

  1. Delineare, esaminare ed approvare gli indirizzi, i programmi e le direttive generali del Comitato;
  2. Individuare le eventuali attività diverse, secondarie e strumentali da realizzare;
  3. Deliberare sul bilancio consuntivo e sull’eventuale preventivo;
  4. Eleggere i componenti del Consiglio Direttivo, determinandone il numero;
  5. Deliberare sulle responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuovere azioni di responsabilità nei loro confronti;
  6. Deliberare sul ricorso dell’aspirante socio in merito al mancato accoglimento della sua richiesta di ammissione;
  7. Deliberare su ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo vorrà ad essa sottoporre;
  8. Deliberare sullo scioglimento, la trasformazione, la fusione e la scissione del Comitato stesso.

Le delibere assembleari prese in conformità alla legge ed al presente Statuto obbligano tutto gli associati.

Convocazione dell’Assemblea degli Associati

Art. 10 – L’Assemblea è composta da tutti gli associati e deve essere convocata dal Presidente, almeno una volta l’anno, entro il 30 aprile, per l’approvazione dei bilanci e ogni qualvolta il Consiglio direttivo lo ritenga necessario. Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata almeno un decimo degli associati; in tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.

Le convocazioni dell’Assemblea devono essere effettuate mediante comunicazione scritta da inviarsi almeno 15 giorni prima della data fissata per la riunione, ovvero con altro mezzo telematico entro il predetto termine.  L’avviso deve contenere il giorno, il luogo e l’ora per la prima e la seconda convocazione, nonché l’elenco delle materie da trattare.

 

Validità dell’Assemblea

Art. 11 – L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Comitato; in sua mancanza l’Assemblea è presieduta dal Vice Presidente; in mancanza di entrambi l’Assemblea nomina il proprio Presidente.

Spetta al Presidente dell’Assemblea constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento in Assemblea.

L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno degli associati. In seconda convocazione l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti o rappresentati.

Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei voti. Nel conteggio dei voti non si tiene conto degli astenuti. Per le deliberazioni riguardanti le modifiche statutarie del Comitato è necessaria la presenza della maggioranza degli associati ed il voto favorevole di almeno due terzi degli intervenuti in proprio o per delega. La trasformazione, la fusione, la scissione o lo scioglimento del Comitato e relativa devoluzione del patrimonio residuo deve essere deliberato con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.

Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea e dal Segretario. Ogni associato ha diritto di consultare i verbali delle riunioni redatti.

L’Assemblea potrà svolgersi anche in più luoghi, contigui o distanti, audio-video collegati, con modalità delle quali dovrà essere dato atto nel verbale, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale ed i principi di buona fede e parità di trattamento dei soci collegati.

 

Nomina e composizione del Consiglio Direttivo

Art. 12 – Il Consiglio direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea degli Associati. Esso è composto da un minimo di tre ad un massimo di ventuno membri, scelti fra gli associati.

I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Se vengono a mancare uno o più membri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli nominando al loro posto l’associato o gli associati che nell’ultima elezione assembleare seguivano nella graduatoria della votazione. In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina. Se vengono a mancare consiglieri  in numero superiore alla metà, il Presidente deve convocare l’Assemblea per nuove elezioni.

Il Presidente del Consiglio Direttivo è per diritto il Presidente del Comitato eletto dall’Assemblea dei Soci.

Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio seno il Vice Presidente e assegna gli incarichi di Segretario e Tesoriere scegliendo anche quest’ultimi tra i propri membri. Se del caso, con esclusione della rappresentanza legale, potranno essere attribuiti fino a due incarichi ad una sola persona.

 

Convocazione e validità del Consiglio Direttivo

Art. 13 – Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta sia necessario e, comunque, almeno una volta per ogni esercizio per deliberare in ordine al bilancio consuntivo e all’eventuale preventivo da presentare all’approvazione dell’Assemblea degli associati, oppure dietro domanda motivata di almeno due dei suoi membri.

La convocazione è effettuata mediante comunicazione scritta, anche telematica, da inviarsi almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione. L’avviso deve contenere il giorno, il luogo e l’ora, nonché l’elenco delle materie da trattare.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente, oppure, in sua mancanza, dal Vice Presidente, ovvero, in mancanza di entrambi, dal componente più anziano di età. Le funzioni di segretario sono svolte dal Segretario del Consiglio o in casi di sua assenza o impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.

Le riunioni del Consiglio sono validamente costituite quando vi intervenga la maggioranza dei suoi membri. Le deliberazioni del Consiglio sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e le medesime dovranno risultare dal verbale della riunione, sottoscritte dal Presidente e dal Segretario.  Ogni associato ha diritto di consultare i verbali delle riunioni redatti.

Le riunioni del Consiglio potranno svolgersi anche in più luoghi, contigui o distanti, audio-video collegati, con modalità delle quali dovrà essere dato atto nel verbale, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale ed i principi di buona fede e parità di trattamento dei soci collegati.

 

Attribuzioni del Consiglio Direttivo

Art. 14 – Al Consiglio Direttivo spetta l’attuazione delle direttive generali stabilite dall’Assemblea e la promozione, nell’ambito di tali direttive, di ogni iniziativa diretta al conseguimento degli scopi del Comitato.

Al Consiglio Direttivo spetta inoltre:

  1. Amministrare le risorse economiche del Comitato ed il suo patrimonio, con ogni più ampio potere al riguardo;
  2. Predisporre, alla fine di ogni esercizio finanziario, il bilancio consultivo e l’eventuale bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  3. Qualora lo ritenga opportuno redigere un apposito regolamento interno che, conformandosi alle norme del presente Statuto, dovrà regolare gli aspetti specifici e organizzativi della vita del Comitato. Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l’approvazione all’Assemblea che delibererà con maggioranze ordinarie;
  4. Indire adunanze, convegni, ecc;
  5. Deliberare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione del Comitato;
  6. Decidere sull’ammissione, la decadenza e l’esclusione degli associati;
  7. Deliberare, in caso di particolari necessità, di assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazione di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati;

 

Il Presidente

Art. 15 – Il Presidente è il rappresentante legale del Comitato di fronte ai terzi, anche in giudizio. Egli è anche Presidente dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

Il Presidente dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Egli convoca e presiede il Consiglio Direttivo.

Il Presidente in particolare:

  1. Provvede all’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  2. È delegato a compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione del Comitato e in particolare aprire conti correnti bancari e postali e operare sugli stessi; compiere operazioni finanziarie e bancarie ordinarie; eseguire incassi di qualsiasi natura da qualsiasi ufficio, ente, persona fisica e giuridica, rilasciando quietanze; effettuare pagamenti di qualsiasi natura, ivi inclusi i pagamenti di salari e stipendi ai dipendenti.

Al Presidente compete la tenuta dei rapporti con gli enti e le istituzioni presenti nel territorio.

In caso di urgenza può adottare, altresì provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, con l’obbligo di riferirne allo stesso nella prima riunione successiva.

Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento, in tutte le funzioni allo stesso attribuite.

Risorse economiche

Art. 19 – Le entrate del Comitato sono costituite, nel rispetto della legislazione vigente da:

  • Quote associative e contributi degli associati;
  • Erogazioni liberali di associati e terzi;
  • Donazioni e lasciti testamentari;
  • Entrate derivanti da attività di raccolta fondi;
  • Contributi e apporti erogati da parte di amministrazioni pubbliche, compresi rimborsi o entrate derivanti da prestazioni di servizi in convenzione;
  • Contributi di organismi pubblici di diritto internazionale;
  • Rendite patrimoniali;
  • Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi;

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale o avanzi di gestione, a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

Il patrimonio del Comitato, comprensivo di eventuali ricavi, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

In nessun caso il Comitato può distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve e capitale.

 

Scioglimento

Art. 20 – Nel caso di cessazione dell’attività, per cause previste dal codice civile, per inattività o per volontà degli associati, lo scioglimento è deliberato dall’Assemblea, la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i poteri e gli eventuali compensi. Il patrimonio, in caso di scioglimento sarà devoluto secondo le disposizioni di legge e comunque in nessun caso potrà essere assegnato agli associati.

 

Disposizioni generali

Art. 21 – Per quanto non previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dalle normative vigenti.